Tea Ranno incontra il pubblico netino

Spettacolare serata per la presentazione del libro “Sentimi” di Tea Ranno.

Giorno 10 Novembre 2018 alle ore 18:00 si è tenuta, presso i locali dell’ex cantina sperimentale di Noto, la presentazione dell’ultimo libro intitolato “Sentimi” della scrittrice siciliana Tea Ranno.
L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Noto e organizzata da Semaforo Rosa, aggregazione spontanea di uomini e donne quale sperimentazione di un’azione collettiva finalizzata al benessere dell’individuo e con particolare attenzione alla donna.

Ha intrattenuto l’ospite Cettina Raudino, presidente dell’associazione Semaforo Rosa che ha introdotto brevemente i temi del romanzo; presenti anche alcuni alunni dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Matteo Raeli.

Il tema principale del romanzo è la violenza sulla donna ed infatti la scrittrice, attraverso una serie di personaggi femminili, racconta come viene vissuta tale violenza, quali sono le cause e quali le conseguenze. A rendere più emozionante l’incontro è stata la lettura di brani, tratti dal testo, a cura di alcune docenti che prestando la loro voce ai personaggi femminili del romanzo, hanno saputo creare un clima di “patos” ed emozione che ha coinvolto il pubblico presente.

Particolarmente importante è stato l’intervento della scrittrice quando ha spiegato le motivazioni da cui ha preso vita il romanzo e la condizione della donna che è stata, negli anni e nei secoli, schiacciata ed esclusa dalla propria libertà che era solo una libertà domestica. La stessa scrittrice propone come soluzione il concetto di sorellanza “u sintirisi suoru”, atteggiamento che fortifica queste donne perché accomunate dallo stesso problema.

Il titolo del romanzo diventa così la parola chiave per leggere lo stesso: “Sentimi”, termine che ogni donna utilizza per chiedere aiuto, che ogni donna abusata urla a squarciagola come disperato bisogno di trovare qualcuno capace di comprendere i propri problemi.

Il termine femmina, spiega inoltre la scrittrice, ha origine da una parola latina “fe-minus” (minore fede), termine che spiega la condizione di sudditanza che alcune donne vivono nei confronti dei compagni.

Articolo a cura delle alunne del liceo Artistico:
Cannarella Maria (III A)
Iozia Natalia (III B)
Garofalo Bernadette (III B)
Bongiorno Matilde (III B)
Caruso Sara (III B)

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