Studenti del Cat e universitari di Utrecht: gli “young innovators” che vogliono riqualificare il fiume Asinaro

Riqualificazione del bacino del fiume Asinaro: interessante incontro con gli alunni dell’Indirizzo CAT (Costruzione Ambiente e Territorio) del “Matteo Raeli”di Noto.

Lunedì 18 novembre, presso la sede dell’indirizzo CAT dell’Istituto “Matteo Raeli” di Noto, in via Platone, si è tenuto un interessante dibattito proposto da giovani universitari provenienti dall’Università di Utrecht.

I ragazzi hanno dapprima illustrato il progetto di cui fanno parte, “Young Innovators” cioè “Giovani innovatori verso una società rigenerativa”, sostenuto dal Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale (CUMO) in collaborazione con il Progetto Bacino del fiume Asinaro (Asinaro River Basin), una rete no profit con sede a Noto.

A questo progetto della durata di sei mesi, sviluppato da Natasha Owen e Michael Street che per 15 anni hanno vissuto e lavorato nel bacino dell’Asinaro, hanno aderito 60 studenti dell’Università olandese in visita alla città di Noto dal 14 al 19 Novembre.

Dopo la presentazione del progetto che ha come scopo “la creazione di innovazioni sociali nel contesto di Noto e nel bacino fluviale circostante”, al fine di contribuire a una società rigenerativa, gli studenti netini sono stati invitati a discutere, divisi in piccoli gruppi, sulle potenzialità e le problematiche della cittadina barocca. Hanno, infine, presentato proposte innovative e pratiche per la riqualificazione ecologica, sociale ed economica della zona del fiume Asinaro, bacino fluivale che attraversa la città di Noto.

Dai dibattiti dei singoli gruppi sono emerse importanti soluzioni e proposte innovative molto vicine, nello specifico, ai bisogni dei giovani, quali ad esempio, la creazione di piste ciclabili, di strutture come cinema, bar, sala giochi, la realizzazione di campi per attività sportive, ecc. E’ stata, inoltre, manifestata l’intenzione di collaborare con la scuola attraverso la diretta partecipazione al progetto con lo svolgimento di varie attività da pianificare.

L’incontro, di notevole interesse, ha dato agli alunni del “Raeli” l’opportunità di confrontarsi con gli universitari di Utrecht, dialogando in lingua inglese.

Il messaggio più importante che ci hanno lasciato- commentano gli studenti netini– è quello di pensare in maniera olistica al sistema, sia esso un fiume o una città, un’ecosistema dove tutte le parti sono collegate e dove il cambiamento di una singola parte cambia tutto il sistema“.

Articolo di Simone Costanzo VA CAT

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