Scoprirsi al di là delle frontiere

Scoprirsi al di là delle frontiere: Erasmus+ in Polonia con gli occhi di uno studente.

Ci sono esperienze che nella vita ci segnano per sempre e ci danno la misura di quanto possa arricchirci il contatto con culture diverse dalla nostra. Ho avuto l’opportunità di viverne una, attraverso la mobilità in Polonia dal 16 al 22 settembre di quest’anno, prevista dal progetto D.I.A.L.O.G Erasmus+, cui la nostra scuola ha aderito e il cui tema è “Uniti nella diversità”.

Non sono certo nuovo agli scambi culturali, visto che mia madre, essendo nata in una città chiamata Sinop nei pressi del mar Nero, ha origini turche. Ma la percezione del senso di aggregazione e la valorizzazione delle diversità è stata veramente nuova ed entusiasmante. Ho condiviso la mia esperienza con gruppi di studenti provenienti dalla Francia, dalla Polonia e dalla Turchia, il cui principale obiettivo era quello di “socializzare” e di “scoprirsi”. Gli occhi di ognuno di loro raccontavano una storia diversa, intrigante, più o meno felice, ma la voglia di stare insieme, di apprendere e di “fare” ci univa sempre di più! Nella scuola di Gdynia, che mi ha subito stupito per la maestosità e l’accoglienza dei suoi ambienti, si sono svolte le attività del progetto, che spaziavano in ogni campo artistico e culturale. Ad esempio il “Theater forum” consiste nell’illustrare, attraverso tecniche teatrali, uno dei tanti problemi sociali del nostro tempo: il pubblico, interagendo con il “plot”, cerca di creare quella che dovrebbe essere “l’immagine ideale” della soluzione relativa al problema. Ma anche giochi sportivi come la palla a volo, il calcio, le bocce. Molto interessante è stata la giornata dedicata alla pittura: ci siamo recati in un posto all’aperto in vicinanza del mare e abbiamo dato spazio alla nostra immaginazione e creatività intorno al tema “Uniti nella diversità”. Mentre riflettevo su quale sarebbe stata l’immagine che rappresentava meglio l’unione nella diversità, un concetto si faceva strada nella mia mente: “l’Amore”. Con i colori a tempera, ho proiettato la mia idea di Amore sul muro: un cuore circondato dalla parola “Amore” scritta in varie lingue.

Durante il soggiorno in Polonia, abbiamo anche avuto l’opportunità di visitare alcune importanti città quali Varsavia, Danzica e Sobot, luoghi di incantevole bellezza ma che raccontano una storia triste. Danzica, la più antica e ricca di storia, reca ancora le ferite subite dalla seconda guerra mondiale.
Non è mancata ovviamente l’occasione di gustare i “pierogi”, piatto tipico della cucina polacca, simili agli gnocchi, farciti a scelta.

E che dire dei momenti di svago trascorsi assieme agli altri gruppi di studenti? Mi riferisco agli immancabili “party”, a base di musica, canto, ballo e brindisi, che a parer mio hanno certamente consolidato il nostro legame. Non posso però non parlare del mio ospite, presso la cui famiglia mi sono sentito veramente “a casa”. Mi hanno accolto con straordinario calore, attenti alle mie esigenze. Ho conosciuto il loro stile di vita, le loro abitudini, che in fondo non sono poi tanto diverse dalle nostre.

Poi, l’ultimo giorno, è arrivato il momento dei saluti, un momento velato dalla tristezza e dalla presa di coscienza di come il tempo fosse volato via troppo velocememte. Durante il viaggio di ritorno, ho cominciato a sentire la mancanza dei nuovi amici e ho riflettuto su cosa fosse veramente il “legame dell’amicizia”: un sentimento che non ha età, nazionalità, lingua, frontiere. È un bisogno di relazione e condivisione che si nutre di rispetto e di fiducia e che trova, nella diversità, un’occasione di confronto e di crescita personale. “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non comprende” dice Pascal, ed è proprio il cuore che ci spinge alla ricerca dell’amicizia, anche la più improbabile o geograficamente lontana.

Questo viaggio, oltre ad ampliare i miei orizzonti culturali, mi ha dato l’opportunità di “oltrepassare i limiti”, scoprendo aspetti di me stesso a me ancora ignoti. Pertanto ringrazio l’Istituto “Matteo Raeli”, la mia scuola, per avermi permesso un’esperienza di crescita così bella.

Articolo a cura di Emanuele Davide Davud Carnemolla 5^A Liceo Scientifico

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