San Corrado con gli occhi del devoto, del turista e del curioso

Il 19 febbraio, per le vie del centro storico, abbiamo intervistato devoti netini ma anche turisti e curiosi per scoprire cosa e quanto sanno del Santo Patrono della Città di Noto, San Corrado.

La festa di San Corrado Confalonieri è un evento molto importante per il comune barocco di Noto. I suoi abitanti ricordano il loro patrono quattro volte l’anno: il 19 febbraio, l’ultima domenica di agosto e per le due ottave. Come di consuetudine, anche quest’anno il 19 febbraio si è svolta la processione dell’urna, condotta in spalla dai portatori, preceduta dai “Cilii” e dalle confraternite; seguiti dalla banda musicale e dai fedeli. Questa processione ha coinvolto, non solo i cittadini, ma anche turisti che si sono trovati ad assistere ai riti legati al Santo beato. A loro abbiamo posto qualche domanda.

‹‹Conoscete la storia di San Corrado?››
Se per la maggioranza degli intervistati la risposta è stata affermativa, qualcuno, con sincerità, ha confessato di non conoscerla affatto, aggiungendo che gli avrebbe fatto piacere se qualcuno gliela avesse raccontata. Per esaudire questa richiesta, riportiamo le parole di una signora che l’ha gentilmente rievocata:

‹‹San Corrado era sposato con una donna che si chiamava Frisina. Egli, siccome era un grande cacciatore, se ne andò a caccia. Purtroppo ci fu un incendio che rovinò la bella tenuta di un uomo ricco ed egli scappò, ma passava un’altra persona che presero come colpevole. San Corrado era venuto a sapere dello sbaglio, pagò tutti i debiti e decise di lasciare la moglie. Prese quelle decisioni se ne andò in vari luoghi, da cui fu sempre cacciato, fino ad arrivare a Noto.››

La storia continua per certo, ma il breve racconto della signora si interrompe qui.

La maggioranza degli intervistati conosceva la storia ma la loro partecipazione alla festa era dovuta anche ad altri motivi. Tra gli stessi netini ci sono state due fasce distinte: chi ha partecipato per fede e chi per tradizione.
Ecco riportate alcune frasi più d’effetto dei devoti:

‹‹Non come festa, ma come il cuore.››
‹‹Mia madre mi ha cresciuta con la fede per San Corrado.››
‹‹Non parlano di San Corrado al passato, è come se fosse vivo.››

A molti fedeli abbiamo chiesto come è concepita la festa ai giorni nostri. Molti erano d’accordo su un punto: prima c’era una religiosità più sentita; in effetti le nuove generazioni sembrerebbero più lontane dalla chiesa rispetto a un tempo, ma le tradizioni sono della popolazione e non del credo religioso, quindi più difficili da abbandonare. Per alcuni giovani – ma non solo – questa festa spesso ha più le connotazioni di un evento folcloristico; per altri essa, nel tempo, si è arricchita e c’è chi si augura che possa continuare a crescere. Vi è, infine, chi avrebbe preferito un religioso silenzio per concentrarsi sulla preghiera a dispetto del chiacchiericcio tipico delle giornate di festa.


‹‹Sa dirci qualche differenza che ha notato tra il santo patrono di Noto e quelli di altre città?››
Lo abbiamo chiesto a un gruppo che ha così risposto: ‹‹È diverso!››. Poi un signore ha aggiunto: ‹‹Perché in altre città non hanno il corpo, non hanno niente; la festa più simile alla nostra è quella di Sant’Agata, perché anche a Catania la sentono di più.››
Questo era il parere di un netino, ma cosa ne pensa un forestiero? Una signora, riallacciandosi alla santa Patrona del comune etneo, ha risposto: ‹‹Io ho vissuto particolarmente Sant’Agata. È stata un’emozione bellissima. Certo, ragazzi, essendo un grande centro, una grande festa, la terza più grande d’Europa. Ma quello che mi piace di voi è che, anche nella festa invernale, rimanete voi, come una grande famiglia a festeggiare questo santo.››

Siamo riusciti ad intervistare un occhio ancora più esterno al contesto territoriale, ovvero un gruppo di turisti spagnoli, grazie alla guida che ci ha aiutati a comunicare. Loro non sapevano di questa festa, ma si sono imbattuti in essa con piacere; l’hanno definita ‹‹di molti colori e molto di cuore›› capace di rappresentare pienamente la devozione dei cittadini di Noto. Hanno anche trovato la celebrazione di questa nostra festa molto simile ai loro festeggiamenti di Santiago.

Intervista a cura delle classi II A e B del Liceo Classico
Photocredit Giuseppe Munafò e Vincenzo Papa II A Liceo Classico

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