Picasso, Balla, De Chirico, Kandinskij, Dalì, Mirò? L’impossibile è (a) Noto!

Tra le più interessanti mostre in corso in Sicilia vi è “L’Impossibile è Noto“. Esposta nelle stanze del Convitto delle Arti Noto Museum, questo è solo uno degli innumerevoli buoni motivi per concedersi una promenade nella città barocca.

Anche quest’anno Noto indossa il suo abito più bello, si veste di suoni, profumi, colori per dare il suo saluto alla Primavera durante la Manifestazione “INFIORATA”. E’ un’ edizione importante non solo perché si celebra la 40° edizione di questo evento, ormai conosciuto in tutto il mondo, ma soprattutto per il significato che assume, quello di ricordare quanti, molti anni fa, compirono anche dolorosamente la scelta di lasciare la loro terra, le loro radici in cerca di un futuro migliore. Vuole dunque essere auspicio di solidarietà e inclusione anche ai nostri giorni.
Molti gli eventi, le mostre, le iniziative in programma. Abbiamo scelto di seguirne alcuni sia per la loro importanza sia  per le emozioni che ci hanno suscitato.

Tra le più interessanti la mostra, “L’Impossibile è Noto“, esposta nelle stanze del Convitto delle Arti Noto Museum. Curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta, prodotta da Sicilia Musei, patrocinata dal Comune di Noto, raccoglie opere di grandissimi artisti come Picasso, Boccioni, Balla, De Chirico, Kandinskij, Dalì, Mirò, Masson, Max Ernst.

Il percorso espositivo si articola in 10 tappe e ripercorre la storia dei movimenti artistici che rivoluzionarono il ‘900;  si parte dall’invenzione del movimento nella fotografia e nella pittura, a questa sezione seguono le sale dedicate alle “avanguardie”.

Il Futurismo, il primo movimento d’avanguardia nato in Italia che rompe la prospettiva tradizionale per un moltiplicarsi di punti di vista che comunicano energia e velocità. Espressione dei radicali cambiamenti politici e delle trasformazioni della società del Novecento è rappresentato da grandi artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla e Gino Severini.

Il Cubismo, movimento artistico nato a Parigi, che coinvolge non solo l’arte ma anche la letteratura e la musica. Nella pittura cubista gli oggetti sono ripresi da differenti angoli visuali differenti, si suddivide in cubismo analitico, in cui gli oggetti vengono guardati da vari punti di vista: sopra, sotto, dentro, fuori, di profilo e rappresentati contemporaneamente sulla tela, e di contro, cubismo sintetico in cui si passa dall’analisi delle forme ad una sintesi di ciò che l’artista vede. I maggiori esponenti sono: Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Cèzanne e Salvador Dalì.

La Metafisica (al di là delle cose fisiche). Fu il pittore Giorgio De Chirico, durante il suo soggiorno a Parigi, a sperimentare una tecnica particolare in cui, contrariamente al Futurismo dove tutto è velocità e dinamismo, predomina una immobilità carica di suggestione  e silenzio e sogno e realtà si fondono creando ambienti misteriosi che ritornano a una rappresentazione naturalistica e prospettica.

Il Dadaismo, termine che in russo significa “sì sì’’, nato come reazione agli orrori della guerra, fu rappresentato dal manifesto dell’artista rumeno Tristan Tzara e proseguito poi da Fortunato Depero, Francesco Cangiullo e Antonio Fornari. Il movimento si proponeva di dare un taglio netto al passato e di guardare la realtà con occhi nuovi.

L’ Astrattismo, che nasce con gli artisti Vasilij Vasil’evic Kandinskij e Andrè Masson, è un movimento attraverso cui non si rappresenta la realtà, ma si creano immagini mediante la combinazione di forme, colori e linee.

Il Surrealismo, il cui obbiettivo è di raffigurare l’inconscio dell’uomo, i suoi sogni, i suoi desideri, le sue paure nascoste. A tale movimento aderiscono alcuni artisti, tra cui Salvador Dalì, Andrè Breton, Joan Mirò e Giorgio De Chirico.

Il percorso espositivo termina con un tributo a Salvador Dalì, per la ricorrenza dei trent’anni della sua scomparsa, con una sala appositamente dedicata all’artista spagnolo, dove sono state esposte opere particolari e un suggestivo allestimento multimediale.

La mostra è stata per noi studenti, una preziosa occasione per conoscere il mezzo secolo più importante dell’arte del Novecento e per cogliere, attraverso la percezione visiva di queste diverse correnti artistiche e di pensiero,il senso e la complessità di un’epoca.

Articolo a cura di
Asia Cappello e Mariagiovanna Montoneri
III A Liceo Classico

 

 

 

 

 

 

 

Precedente "Introspezioni", a Noto la mostra fotografica di Corrado La Licata Successivo Erasmusplus ad Ankara, in Turchia, per comprendere il valore della diversità