Pablo Picasso, “Dipingere è come fare l’amore con te”

Pablo Picasso, un percorso completo delle opere del maestro spagnolo al Convitto delle Arti Noto Museum.

Dal 28 marzo al 30 ottobre 2018, il Convitto delle Arti Noto Museum ospita per il terzo anno consecutivo una mostra di un grande artista di fama mondiale. Dopo Andy Warhol e Marc Chagall, quest’anno la città barocca ha l’onore di esporre le opere di Pablo Picasso, un viaggio attraverso 208 lavori del grande artista spagnolo da cui cui si evincono le passioni e i temi a lui più cari.

La mostra è curata da Lola Duran Úcar in collaborazione con l’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e la Città di Noto e con la produzione di Fenice Company Ideas, Contemplazioni e Comediartin.

Attraverso le oltre 200 opere, l’esposizione restituisce una visione completa del percorso artistico del grande artista spagnolo: le donne con l’ossessione dell’artista per la sua modella; il Minotauro; la Tauromachia con grandi piatti ovali che raffigurano scene della corrida; il Bestiario, opere raffiguranti animali che hanno istigato la fantasia dell’artista; le Nature Morte con i momenti più intimi e riflessivi, che non solo hanno sviluppato la sua creatività inarrestabile, ma ne hanno influenzato l’intera vicenda artistica e umana, ed i suoi autoritratti.

Nei numerosi autoritratti realizzati nel corso della lunga carriera, Pablo Picasso ha sempre svelato l’autentica passione della sua vita: quella per se stesso. In Autoritratto, 1967 – gouache e inchiostro di china, cm 75×56,5 – l’artista rivela tutta l’identità e l’alterità del suo doppio.                                                                                                                                                                    Qui Picasso è l’uomo, l’artista, l’alchimista, ma è anche il Minotauro, il toro, il demone: è l’ombra che affiora dall’inconscio per tradire l’identità nascosta. Nella sua costante decostruzione dell’Ego, Picasso si ritrae davanti allo specchio dell’anima nell’ossessione drammatica di rivelare la sua identità segreta prima di tutto a se stesso.

La prima cosa che visivamente colpisce guardando l’opera è l’uso dei colori, o meglio, la monocromia, cioè la scelta di un solo colore, il blu, che diventa una fonte di ispirazione per l’artista, sia per la grande forza espressiva ma anche per la valenza psicologica che riesce a dare nelle sue opere andando oltre la semplice descrizione naturalistica. La scelta di questo colore che diede vita alla fase artistica conosciuta come il “periodo blu” nelle opere di Picasso, si impone con grande decisione. L’artista si è impegnato per ottant’anni in attività ricreative, come il disegno, la scultura, l’incisione, l’illustrazione, la pittura e la ceramica.        

A volte in modo ambizioso e a volte, invece, con atteggiamento umile, è stato capace di rompere attraverso tutte le espressioni artistiche del suo tempo qualsiasi schema o tecnica.

Lola Durán Úcar mette in evidenza una dote speciale di Picasso, che lo ha reso unico nel corso della storia dell’arte: la “spontanietà del gesto“.

Articolo di Corrado Cavarra e Paolo Mortellaro IV A C.A.eT.                                                                                     Michele Coffa e Corrado Adinolfo III A C.A.eT.

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