Il nostro viaggio in Oriente: sguardi personali tra arte, colori, cultura

NOI E LA CINA. Sguardi personali tra arte, colori e cultura.

“Marco Polo. Un viaggio in Oriente”. Questo il titolo della mostra organizzata dall’IIS Matteo Raeli in occasione dell’Infiorata del 2018 dedicata alla Cina, frutto del progetto POF “Identità UNESCO”, a cui hanno partecipato vari indirizzi dell’Istituto, compreso il nostro, il Liceo Scientifico.

È stato un evento espositivo che ha reinterpretato, con forme, colori e immagini, quel sogno narrativo che il viaggiatore italiano raccontò alla sua città e all’intero Occidente nel Milione.

Noi abbiamo provato ad interpretare ed esprimere la nostra personalissima visione.

Gli sguardi delle due figure si perdono l’uno nell’altro, facendo cadere ogni paura e fidandosi entrambi solo della visione dell’anima, mettendo da parte la giovane il pugnale, il drago artigli e denti. In questo disegno, volevo rappresentare la forza ed il coraggio delle donne ma anche lo smascheramento dell’apparenza. Infatti, nella cultura cinese, il drago non è un animale feroce ma un essere gentile, benevolo e portatore di fortuna.

Sullo sfondo, tra le montagne, si scorgono vari monumenti: la Muraglia cinese e un tempio rappresentativi della Cina; la Cattedrale di San Nicolò, il Municipio e il Monumento dei caduti per la mia Noto. Questo ci racconta Giusi della sua opera.

Di Giusi Cutrufo

Nel mio disegno – afferma Chiaraho voluto rappresentare in primo piano una giovane ragazza cinese che indossa un tipico abito che prende il nome “Hanfu”, dalla dinastia Han. È una lunga casacca che arriva al suolo, dalle maniche larghe e ben ornate. La ragazza tiene fra le mani un ombrello piatto che poggia dolcemente dietro la sua chioma di capelli neri. Alle sue spalle si può notare la cattedrale di Noto con la sua immensa scalinata, rappresentata in prospettiva centrale. Alla destra della giovane sono presenti dei rami con dei fiori di pesco, tipici della Cina. Per mia scelta ho voluto colorare con dei colori ad acquerello la ragazza cinese, in modo da far prevalere la sua immagine rispetto alla cattedrale, rappresentata con delle sfumature in bianco e nero. Ho voluto esprimere il rapporto fra la Cina e Noto attraverso questi due simboli. In particolare, fra tutti i monumenti presenti a Noto, la cattedrale è, secondo me, emblematica per la sua bellezza architettonica e il grande significato religioso. La sua maestosità e il suo valore possono essere paragonati alla bellissima chiesa cinese Wangfujing. Del resto, la bellezza e la delicatezza di una giovane donna cinese non può essere rapportata alla basilica di pietra dorata?

Di Chiara Caldarella

Per “La dualità nell’arte”, Dalila, Carlotta e Nicoletta dicono che: Ciò che rende una cultura autentica sono i propri usi, costumi, tradizioni, religioni; “abbracciarla” vuol dire conoscerla, accettarla e rispettarla. A rendere l’idea è proprio lo yin e lo yang, uno dei simboli più rappresentativi dell’affascinante e inestimabile cultura cinese, il “Diagramma della Realtà ultima” del Tao che, con le due metà esattamente uguali, le polarità che non implicano affatto una divisione, esprime l’armonia del Tutto. L’uno non può esistere senza l’altro, anzi, essendo interdipendenti, l’uno contiene il seme del proprio opposto. In occasione della XXXIX edizione dell’Infiorata di Noto, abbiamo visto un mescolarsi tra la millenaria cultura cinese e la nostra, e abbiamo pensato di coglierne i simboli e gli aspetti più significativi, rappresentando, all’interno dello yin, la metà nera, il “ricamo barocco” del balcone di Palazzo Nicolaci, uno dei più fastosi palazzi del barocco netino, il leone, simbolo del potere e dell’egemonia della potente famiglia dei Principi di Villadorata. Nell’altra metà, lo yang, la metà bianca, la fenice cinese, uccello leggendario della mitologia orientale, che prende il posto del gallo nello zodiaco cinese. La fenice è quindi il primo nucleo del mitologema dell’uccello di fuoco, connesso ai temi di morte e rigenerazione. Inoltre, il piumaggio viene associato a cinque colori: il blu all’amicizia, il giallo all’onestà, il rosso alla saggezza, il bianco alla fedeltà, il nero alla carità.

Dalila Baglieri, Carlotta Caruso, Nicoletta Fiore

A creare quest’armonia e ad evidenziare il concetto di opposti tipico dello yin e yang, sono state anche le tecniche da noi utilizzate. Per lo yin, il chiaro scuro e la scala cromatica del nero ci hanno permesso di esaltare la tridimensionalità del soggetto, valorizzandone luci e ombre, la sua stravaganza barocca e la sua fluidità decorativa. Lo yang, invece, reso vivace e d’eleganza maestosa dall’uso delle matite acquerellabili, mette in risalto la leggerezza e il movimento delle piume colorate che delineano la propria metà e abbracciano l’altra.

E come diceva Eraclito: “Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella. Tutto si genera per via di contesa”.

Articolo di Chiara Caldarella, Giusi Cutrufo IVB Liceo Scientifico
Dalila Baglieri, Carlotta Caruso, Nicoletta Fiore IVA Liceo Scientifico

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