Nessuna differenza tra uomini e donne: il cervello è bisex!

Sesso, genere e identità sessuale: Alessandra Falzone, docente presso l’Università di Messina, a Kairós per affrontare “questioni di cervelli”.

Mercoledì 7 Marzo, nell’elegante sala Gagliardi di Noto, Alessandra Falzone, prof.ssa ordinaria di Psicologia e Filosofia del Linguaggio all’Università di Messina, ha trattato un tema ampiamente discusso oggi: l’identità di genere, concetto la cui errata comprensione determina stereotipi e schemi mentali sulla natura maschio- femmina.

L’intervento è stato introdotto dalla prof.ssa Cettina Raudino che ha tracciato un breve excursus del pensiero di filosofi e intellettuali sulla condizione della donna. Secondo Aristotele la donna “ha carenza di ragione”, in quanto la sua debolezza non le permette di pensare e, differentemente dal maschio, è destinata ad apprendere e non ad insegnare; per Tommaso d’Aquino, invece, la donna è costretta alla disciplina e alla sottomissione. Dobbiamo aspettare il Novecento con la scrittrice Simone de Beauvoir per avere un capovolgimento di pensiero: non esistono più, infatti, caratteristiche femminili, ma l’identità è frutto di condizioni sociali e culturali e la lotta tra i sessi ha come obiettivo che “l’uomo e la donna siano fraterni”.

Quando si parla di identità di genere, spesso la si collega all’identità sessuale, ma è necessario differenziare il sesso dal genere” è stato chiarito durante l’incontro. Con “sesso” si indica ciò che è motivo di differenziazione per natura, invece il “genere” riguarda l’insieme di comportamenti indotti o assorbiti dall’ambiente culturale di riferimento in cui l’individuo vive. Già nella prima fase della scolarizzazione si assimilano stereotipi, convinzioni relative alle professioni che solitamente categorizziamo. Ma esistono delle differenze a livello biologico tra cervello maschile e cervello femminile?

A questa domanda la neuroscienziata israeliana Daphna Joel ha provato a rispondere affermando che esiste una correlazione tra sesso e strutture cerebrali. Sappiamo, infatti, che il cervello è diviso in due emisferi: destro e sinistro; mentre nel maschio la connessione neuronale avviene per emisferi, nella donna ciò si verifica a livello interemisferico, dunque esiste una differenza di connettività in termini di percezione.

Proprio sulla teoria ugualitaria della Joel si è incentrato l’intervento della Falzone: “Il nostro cervello è un mosaico, uno spettro, definito da variabili maschili e femminili. Alcune, tra l’altro, modificabili. Pertanto – ha asserito la studiosa- non esiste un cervello maschile e uno femminile nella sua inclinazione cognitivo-comportamentale, ma solo comportamenti che noi definiamo arbitrariamente maschili e femminili e che sono invece assolutamente interscambiabili e sovrapponibili, connotati sessualmente solo da usanze sociali. Il nostro cervello è neutro: le uniche differenze di genere sono solamente legate alla connettività cerebrale. Il cervello non è dicotomico, ossia non assume specifiche configurazioni in base al sesso. C’è, infine, in ciascuno di noi, un livello sessuale, uno di genere e un altro ancora della sessualità, in cui un ruolo cardine è giocato dal linguaggio e dalla voce, prerogativa umana”.

Lo scopo di questa conferenza non è stato quello di appiattire le differenze tra maschio e femmina, ma di ridimensionare l’importanza che viene data a questa categorizzazione. È bene porre l’accento sul fatto che il “sesso” non è l’unico o il più importante fattore che agisce sullo sviluppo del cervello e arrivare a riflettere sul fatto che le differenze non riguardano maschi e femmine, ma i singoli individui. Quando ci approcciamo all’altro, ci approcciamo ad una persona che, indipendentemente dal fatto che sia uomo o donna, avrà certe caratteristiche che dovremo imparare a conoscere, senza dare nulla per scontato.

Articolo a cura degli alunni della classe V B- Liceo Classico, Salvatore Tafaro, Marianna Messina, Martina Santoro e Giulia Scapellato.

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