La videointervista a Pietro Bartolo, il medico dei migranti: “Al dolore non si fa mai l’abitudine!”

“Da 28 anni ci occupiamo di immigrazione, che è un fenomeno e non un problema”.

Con queste parole esordisce Pietro Bartolo, il dottore di Lampedusa, nell’incontro che si è tenuto a Noto, nel salone delle feste di Palazzo Nicolaci, il 21 aprile 2018, durante l’VIII edizione della manifestazione “Nei luoghi della bellezza“, curata da Luisa Mazza e patrocinata dal Comune di Noto.

E mentre Italia e Europa oscillano tra disuguaglianza e integrazione, “nel Mediterraneo stiamo vivendo un vero e proprio olocausto. Un sacrificio umano al quale si assiste giorno per giorno sotto il silenzio generale. L’Europa è sorda davanti a questo fenomeno“. Così continua il medico di Lampedusa, che ormai da trent’anni si occupa degli sbarchi sulle coste siciliane, descrivendo le torture a cui vengono sottoposti i migranti e specialmente le donne.

Qualcuno ha interesse a spaventare la gente, che è disinformata, mentre politici e media manipolano e falsificano la realtà. Ecco perché Pietro Bartolo ha deciso di andare in giro a raccontare storie, svelare volti, dare un’identità a quelli che non riescono a raggiungere vivi le nostre coste, per dire la verità. Perché sono solo bugie quelle che ci dicono: “C’è un’invasione epocale…portano malattie… ci tolgono il lavoro… tutte falsità!”. Quelli che arrivano al molo Favaloro sono solo persone, non clandestini, che hanno bisogno di essere ascoltate, di essere accolte.

Il dottor Bartolo purtroppo è il medico che ha fatto più ispezioni cadaveriche al mondo, ha visto cambiare malattie, etnie, modalità di arrivo. Dal 3 ottobre 2013, il giorno della memoria, sono cambiate le modalità di arrivo, non ci sono più carrette del mare, i commercianti di uomini sono passati ai gommoni che si riempiono di benzina, causando nei corpi dei migranti le ustioni chimiche da contatto. Sono soprattutto le donne, che i compagni di viaggio mettono al centro dei gommoni per proteggerle, quelle che soffrono di più, che riportano le ustioni gravissime, molte non riescono a sopravvivere.

Tante le immagini che il dottor Bartolo ha mostrato. Orrende e strazianti le condizioni in cui queste persone arrivano sulle coste: feriti, affetti da malattie legate al viaggio, mal nutriti. “Molti arrivano dopo aver subito violenze di qualsiasi genere” –ha detto Bartolo che, con tutta la sua squadra, cerca di salvare il salvabile mettendo a rischio, molte volte, anche la propria vita. Una sorta di eroe? Come egli stesso afferma, essere chiamato “eroe” gli fa male, perché solo una società lacerata e malata ha bisogno di eroi.

È un nuovo olocausto. Non possiamo abituarci a tutto questo, dobbiamo fare qualcosa, perché insieme si può!” Questo il monito di Pietro Bartolo, che ha messo a nudo la sua anima con il libro “Lacrime di sale”, scritto insieme a Lidia Tilotta. È un invito, il suo, emozionante e forte ad uscire dall’indifferenza, a seguire il suo esempio. Solo accoglienza, cura ed ascolto ci renderanno protagonisti attivi del nostro tempo.

Infine, nell’ambito del progetto Erasmusplus KA2 – D.I.A.L.O.G. i ragazzi e le ragazze della IVA e della IVB del Liceo Scientifico hanno intervistato il dottor Bartolo, che ha ribadito l’importanza della sua scelta di uscire da Lampedusa per sensibilizzare le/i giovani e gridare forte che i/le migranti non sono un problema ma una grande ricchezza e opportunità per tutte e tutti noi.

Articolo di Andrea Belluardo, IVB Liceo Scientifico

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