In giro per mostre…

Archiviata la XXXVIII edizione dell’Infiorata, rimosso lo splendido e colorato tappeto di fiori in via Nicolaci, Noto come un magico scrigno continua ad offrire ai suoi abitanti e ai molti visitatori eventi e manifestazioni all’insegna dell’arte e della bellezza.

Non possiamo non citare la mostra di Chagall e Missoni che ha inaugurato la stagione della Primavera Barocca dando il titolo all’Infiorata 2017 “ Sogni e colori del Principato di Monaco”.

La mostra, curata da Luca Missoni, sarà fruibile fino al 1 ottobre 2017.

Abbiamo chiesto al professore Romano, docente della nostra scuola e dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, il significato del titolo della mostra: “Sogno e colore”.

 Ci ha risposto :”La mostra parla dei colori dell’ intimo umano, infatti entrambi gli artisti individuano nel colore la possibilità di esprimere il proprio animo e il proprio vissuto, la famiglia, l’ amore ed i luoghi natii.

Ad esempio in Chagall tema fondamentale è l’ amore per la moglie , un amore pieno, completo che trascende la dimensione materiale . Chagall, si trasferisce dalla Russia in Francia, lasciando le tradizioni della sua terra,la cultura ebraica, ma ritornerà in patria per rivedere i luoghi della memoria e riscoprirne l’ essenza.

Anche Missoni lascia la sua terra, Ragusa, in Croazia, e si trasferisce in Italia; qui apparentemente usa la tecnica del tessuto per creare capi di vestiario, ma in realtà, con  i tessuti dai variopinti colori “ vuole dipingere” la sua terra.

Ragusa è una città situata lungo la costa dalmata ed egli riproduce i colori del mare, della luce utilizzando tutte quelle tonalità che non riesce più a trovare nel Nord Italia. I suoi capi trasmettono ricordi ed emozioni.

Chagall con i colori dipinge il suo intimo: la famiglia, la religione,l’amore

Missoni ricrea, in un luogo privo di solarità,  i colori della sua terra.

La leggerezza e la policromia di Chagall corrispondono alla creatività di un designer che ha messo nei suoi capi sensazioni e ricordi.”

 

In questo nostro itinerare, incontriamo un artista netino, Giovanni Compagni, medico ed artista.

Il connubio ci incuriosisce e gli chiediamo:

Dopo l’esperienza di medico come vive quella di artista?

“Ho frequentato il  liceo classico di Noto e ho studiato medicina perché appassionato della bellezza e dell’armonia del corpo umano” –ci dice.  “Imbratto” tele dal ‘ 93,  durante una mostra delle mie opere a Catania, un giornalista chiese  ad un mio amico di potersi mettere in contatto con me e da quel giorno ho esposto le mie opere in tutte le più grandi fiere del mondo.

Ho esposto anche a New York, in Florida, a Berlino e a Pechino, continuando sempre a dipingere con il mio stile poliedrico ,poiché non è mio interesse una ricerca sull’ arte come fenomeno sociale, ma attrarre il visitatore anche tramite i colori che io amo”.

Da dove nasce una sua mostra?

“Nasce dalla poesia, dalla lirica dei greci, perché è lì che è possibile ritrovare quelle radici di pensiero ed di essere che sono sempre attuali  e che sento miei  facendo convivere arte e filosofia, poiché  l’ artista è come un sarto che ha sempre gli stessi manichini che veste , però in mille modi.

Io parto dagli interrogativi che sempre e comunque l’ uomo si è posto e si pone: Chi siamo? Da dove veniamo? Perchè esistiamo? volendo spingere chi guarda le mie opere ad andare oltre la semplice apparenza.

Amo molto giocare con le parole e le ricompongo come un arcobaleno che non ha valenza nè politica nè sociologica ma è semplicemente il segno che la tempesta è passata; tratteggio silhouette, perchè non voglio che un’ immagine possa essere identificata con qualcuno, ma sia l’immagine dell’Uomo.

Mi sono innamorato della grafia delle lettere greche per la loro armonia e la loro sensualità ed ho amato i filosofi presocratici : Talete, Eraclito, Anassimene , perchè sono convinto che ci abbiano trasmesso i “mattoni”, ovvero i concetti fondamentali, del pensiero,del logos”.

Le piacciono i nuovi artisti?

“A volte si e a volte no, in alcuni trovo lo sforzo di raffigurare i disagi della contemporaneità, io invece voglio trattare cose senza tempo,. Quest’ anno oltre a Teognide mi sono ispirato a Seneca, Eraclito, Papa Francesco, San Francesco ecc. per dire che da sempre” l’uomo spera” e questo sarà il tema della mia prossima mostra”.

Rifarebbe le stesse scelte?

” Rifarei assolutamente lo stesso percorso,  arte e medicina hanno molto in comune e soprattutto invito voi ragazzi a studiare ed amare la cultura greca, essa è veramente la culla delle arti e del pensiero .E’ facile dire di essere capaci di fare qualcosa ma capire quando fermarsi non è così semplice.”

Martina Santoro, Piergiovanni Canto, Valentino Bonu

Liceo Classico “A.Di Rudinì”

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