Dissonanti armonie, la tradizione gastronomica siciliana tra costanti e mutamenti

Le dissonanti armonie della tradizione gastronomica dell’isola nelle parole di Alessandro Marziano.

Alessandro Marziano

È pressappoco impossibile inscrivere la tradizione gastronomica siciliana in un unico grande macro genere senza considerare la pluralità di sapori ed accostamenti che presentano un sinuoso rapporto di equilibrio come quello che, geograficamente, è presente fra la terra e il mare che bagna la nostra splendida regione.

La Cucina siciliana gode di una grande varietà di piatti. Essi costituiscono il lascito delle molteplici dominazioni che con il loro passaggio hanno segnato profondamente la nostra cultura, delineandone quindi un panorama variegato in cui certamente la tradizione gastronomica è da porre in risalto.
L’accostamento visivo è immediato: una grande tavolozza di colori dalle tonalità forti e dalle tinte sfumate.

Come tante altre cucine regionali anche quella siciliana è una cucina povera, al contrario di quello che la sua varietà suggerisce. Per questa ragione sono presenti molti piatti unici, come la pasta con le sarde, piatto che da Palermo si è diffuso ovunque.

Streusel alle mandorle tostate e farina integrale, cremoso alla ricotta, fichi canditi al verdello e peperoncino rosso, onda di cioccolato fondente e corallo al miele di timo

Nella parte occidentale, segnata fortemente dalle dominazioni arabe, la cucina si “evolve” e si fa ricca di contrasti insoliti. La caponata di melanzane è un esempio di come ci si accosti magistralmente all’uso delle verdure, che si incontrano- scontrano in un’esplosione innescata dall’agrodolce del miele, dallo zucchero e dall’aceto.

Attenzione particolare merita la pasticceria: tra le tonalità verdognole del marzapane e le trasparenze del bianco mangiare è tutto un luccichio e puro piacere per il palato. Dinnanzi alla setosa consistenza di una brioche col tuppo, alle fragranze del pistacchio e della mandorla, è facile e quasi d’obbligo scivolare nelle trame delle traslucide glasse di zucchero di cui è adornata la cassata. Basti pensare alla variopinta frutta martorana, ai cannoli, alla pignoccata o al tradizionale gelo di “melone” ed è facile immergersi in un mare di zucchero!

Articolo di Alessandro MarzianoVA Liceo Scientifico.

 

 

 

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