Cosa ci raccontano le Madri Costituenti

Costituenti nella memoria di Toponomastica femminile e Madri della Repubblica del Raeli al Chiostro di San Domenico.

Anche noi, studentesse e studenti delle quarte classi del Liceo Scientifico, siamo andate/i a visitare la mostra sulle 21 donne che hanno contribuito alla scrittura della Costituzione repubblicana, tenutasi dal 12 al 19 novembre, presso il plesso Raeli di piazza XVI maggio.
21 donne che hanno cambiato la storia battendosi per i diritti di tutte, ma nessuno le conosce e si ricorda di loro.

La mostra è strutturata in due sezioni: quanto realizzato, in maniera assolutamente artigianale e con materiali riciclati, da noi, studentesse e studenti del “Matteo Raeli”, 22 sagome di legno che raccontano il lavoro svolto all’interno della Costituente dalle 21 “Madri della Repubblica”, che con il loro spirito di squadra hanno dato un contributo fondamentale alla nascita della nostra bella carta costituzionale. E la mostra documentaria e descrittiva di Toponomastica femminile, associazione che finalizza tutte le sue attività alla cura della memoria delle donne che hanno contribuito alla nostra storia, ma che sono state dimenticate.

Il 2 giugno del 1946, con un referendum istituzionale, che sanciva il passaggio dalla monarchia alla repubblica, furono eletti 556 rappresentanti, 21 erano donne, ma solo 5 entreranno nella ristretta commissione dei 75. Le Madri costituenti avevano ideologie completamente diverse, c’erano le democristiane, le comuniste, due socialiste e una apparteneva al movimento dell’Uomo qualunque, svolsero però un lavoro comune perché convinte che senza parità non sarebbe stata possibile neanche la democrazia. Fondamentale è stata la loro azione per articoli centrali della nostra Costituzione come l’art. 3: Parità e Uguaglianza senza distinzione di sesso.

Angiola Minella

Alcune di loro hanno scelto il fiore umile che rappresenta le donne e le loro battaglie: la mimosa. Mentre due delle Costituenti, Nadia Gallico Spano e Angiola Minella Molinari, organizzeranno “i treni della felicità”: il paese era stato distrutto e in alcune famiglie, soprattutto del Sud, si vivevano condizioni di miseria.

Nadia Gallico

Grazie a quest’operazione, 70.000 bambini e bambine vennero affidate/i a famiglie benestanti, soprattutto dell’Emilia Romagna. Un fenomeno di solidarietà di donne verso altre donne, che con il solo amore non potevano garantire, in quel momento così difficile, a figlie e figli una vita dignitosa.

Nonostante l’importanza del contributo delle Costituenti, tranne nei loro luoghi di nascita, non esistono intitolazioni o dediche di luoghi pubblici, escluso il caso della più famosa Nilde Iotti. Del resto poche vie cittadine sono dedicate a figure femminili che hanno rivestito un ruolo importante, mentre, la maggior parte sono intitolate a uomini, non sempre ricordati per nobili gesta.

Nilde Iotti

L’obiettivo di Toponomastica femminile è proprio quello di dare visibilità alle donne che hanno contribuito a migliorare la società, intitolando a loro strade, piazze, giardini e luoghi urbani per compensare l’evidente sessismo che caratterizza l’attuale odonomastica. Nella nostra scuola alle Madri della Repubblica è stata intitolata la sala d’entrata del plesso di Via Platone.

Ci auguriamo che l’Amministrazione comunale le ricordi in uno spazio pubblico della città, perché la vita di queste donne è stata dedita al sacrificio per ottenere la parità dei diritti sia a livello politico che sociale per le donne e non solo.

Articolo di Giada Cavallo, Federica Licata, Annamaria Napolitano IVA Liceo Scientifico

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