Corrado Confalonieri: Santo o Beato?

Giorno 2 Marzo la classe 4°A del liceo Artistico di Noto si è recata presso la Curia Vescovile di Noto per incontrare Monsignor Angelo Giurdanella, Vicario del Vescovo, e il dottore Maiore, profondo conoscitore della vita di San Corrado.

L’incontro, finalizzato a reperire notizie sulla condizione di San Corrado, si è rivelato da subito proficuo e interessante. A Monsignor. Giurdanella viene chiesto il motivo per cui Corrado Confalonieri è tutt’oggi riconosciuto beato dalla chiesa cattolica sebbene venga venerato dal popolo netino come Santo a tutti gli effetti. Don Angelo ci spiega che il processo di santificazione attraversa varie fasi: in un primo momento si diventa servo di Dio, dopo avviene la beatificazione ed infine la canonizzazione. Tutto questo per San Corrado non è stato possibile e non si capisce il motivo per cui Corrado Confalonieri, patrono della città di Noto e della diocesi di Noto, debba continuare ad essere riconosciuto della Chiesa Cattolica beato e non Santo.

Photocredi Tommaso Latina

Don Angelo continua la sua intervista confermando che si tratta soltanto di un cavillo burocratico in quanto il Vaticano dovrebbe solamente attivare la procedura di trascrizione nel libro del Martirologio in veste di Santo e non più di Beato. Ci ricorda altresì che ben dieci Papi da ultimo anche Benedetto XVI lo chiamano Santo e non Beato; ciò starebbe a significare che tale differenza non assume un valore di particolare importanza né per la chiesa né per il popolo netino. La chiesa celebra la sua memoria liturgica il 19 Febbraio.

Altro quesito posto ai nostri presenti interlocutori ha riguardato la manutenzione dell’urna. Abbiamo voluto sapere il motivo per cui da un po’ di anni l’urna non può essere bagnata dalla pioggia e nessuno dei fedeli può più accostarvisi per il consueto gesto di conciliazione con il Santo. La motivazione di tutto ciò risiede nel fatto che all’interno dell’urna troviamo tre piccoli sarcofagi in legno e soltanto la struttura esterna è formata da una lamina sottile d’argento. Da ciò si deduce che le infiltrazioni d’acqua, nel corso dei secoli, hanno un po’ danneggiato l’interno e a seguito di ciò, dopo la restaurazione avvenuta circa un decennio addietro, ci si è muniti di un telo che, in caso di pioggia, protegga l’urna.
Se questa risposta è stata per noi, esperti  in campo artistico e particolarmente interessati alla manutenzione di monumenti e restauro, chiara ed esaustiva, rimane incompleta la risposta fornitaci riguardo al primo quesito. A questo punto ci sorge spontanea una domanda: perché San Francesco d’Assisi, vissuto nella stessa epoca di San Corrado, viene riconosciuto tale e San Corrado no?

Classe 4°A Liceo Artistico
Photocredit Tommaso Latina, Ass. Corto Barocco

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